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IL DIALOGO
CRISTI, SANTI  E MADONNE!
GENESI 19
GENESI 3
OPERA POSTUMA
PERFORMANCE VIDEO PERFORMANCE WORK

  • Il dialogo6x3 che pubblicizzava la mostra - foto Andrea Biavati
  • Il dialogola mostra nelle sale affescate del convento - foto Marcello Mantegazza
  • Il dialogola mostra nelle sale affescate del convento - foto Marcello Mantegazza
  • Il dialogol'opera "Davide e Golia" - foto Marcello Mantegazza
  • Il dialogola mostra nelle sale affescate del convento - foto Marcello Mantegazza
  • Il dialogoparticolare dell'opera di "Donna vestita di sole" - foto Marcello Mantegazza
  • Il dialogola mostra nelle sale affescate del convento - foto Marcello Mantegazza
  • Il dialogol'opera "Giuditta" - foto Marcello Mantegazza
  • Il dialogol'opera "Moltiplicazione" - foto Marcello Mantegazza
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federico.cozzucoli
federicocozzucoli@gmail.com
+393473327194

L'importanza del Dialogo nell'operazione artistica ideata da Federico Cozzucoli per il convento di Sant'Antonio, situato vicino a Oppido Lucano, è confermata dal valore attribuito alla comunicazione con il soggetto religioso. Inserito in un contesto particolare come il convento dei frati francescani nei pressi di un antico borgo della Basilicata e in sintonia con il ciclo di affreschi storicamente più importante del territorio, la mostra, presentata all'interno del progetto Arte sacra, antica e contemporanea, si caratterizza per l'attenta ricerca concettuale e visiva, nel tentativo di creare una sorta di rapporto continuo con le opere preesistenti attraverso l'integrazione e il dialogo.
Lo scopo del progetto è quello di lasciare intatto il valore intrinseco delle opere autoctone nel totale rispetto della loro identità. L'artista ha volutamente chiesto di lasciare inalterato lo stato preesistente delle sale del convento, così da rafforzare il valore degli affreschi da un punto di vista didascalico e riconoscendo alle antiche pitture il ruolo primario di iniziazione nell'intero percorso artistico.
L'utilizzo dell'iconografia religiosa, aspetto costante nella produzione e nelle performance artistiche di Cozzucoli, facilita senz'altro questo connubio che non è affatto casuale ma rappresenta il collante che unisce le due realtà, il vecchio e il nuovo, in un rapporto maturo e simbiotico. Grazie all'arte il ruolo dell'artista in questo contesto diventa funzionale alla propria poetica ma anche al luogo sacro in cui si accinge ad operare, offrendo dal punto di vista artistico e culturale momenti di riflessione verso temi di importanza storica e contemporanea. L'installazione delle opere, realizzate con tecnica mista e spesso con l'ausilio della fotografia e della pittura, segue la successione delle stanze dove si trovano gli affreschi di Giovanni Todisco da Abriola, costruendo in sequenza un percorso narrativo di integrazione e rafforzamento in chiave contemporanea delle immagini preesistenti e del loro significato religioso. Osservando gli affreschi di Todisco si può notare come i preziosi frammenti di pittura riprendano in modo preciso la narrazione e i contenuti simbolici delle Sacre Scritture volute dalla committenza religiosa, i frati del convento di Sant'Antonio.
Considerata la presenza della trilogia Melkisedek, Davide e Mosè, raffigurata nelle lunette delle grandi finestre, nella prima sala l'uomo in armi raffigurato da Todisco - secondo un interpretazione più coerente Zurlo il finanziatore dell'intera opera commissionata dai Frati - è invece identificato dal Cozzucoli con la figura di re Davide. Rispetto a queste considerazioni, l'opera dedicata all'episodio di Davide e Golia, nella quale si ritrovano precisi riferimenti al travestimento bellico, interagisce con le figura presente nell'affresco attraverso la reinterpretazione del passo biblico. Sempre nella prima sala l'artista sceglie di allestire l'opera dedicata a Madre Teresa e alla Principessa Diana, omaggio dell'artista al passo biblico dipinto da Todisco nella seconda sala. La decisione di collocare l'installazione nella sala antecedente è dovuta alla presenza di una finestra che si affaccia sulla corte esterna dove c'è un pozzo, fulcro della scena principale dell'episodio della Samaritana. Alla raffigurazione della donna di Samaria che attinge l'acqua per dar da bere a Gesù, l'artista accosta quella di Madre Teresa benedicente e la principessa Diana china verso la fonte dalla quale attingerà l'acqua della redenzione. Con la stessa chiave di lettura Cozzucoli interpreta altri solenni passi biblici caricando maggiormente il significato del Dialogo, ossia di tutta l'operazione culturale intrapresa. Introducendo nuovi punti di vista per lo spettatore, che avrà quindi la sensazione di trovarsi coinvolto in un percorso narrativo caratterizzato da una profonda intimità religiosa, l'artista contemporaneo interviene nell'affresco dove Todisco racconta la storia di Giuditta inserendo nella parte lacunosa la reinterpretazione della Giuditta moderna che taglia la testa a Oloferne, proponendo l'autoritratto di evidente sapore caravaggesco.  La presenza nella stessa sala della statua dedicata alla Madonna, La donna vestita di sole, denota l'intenzione da parte di Cozzucoli di evidenziare l'analogia con la Giuditta del passo biblico rappresentato da Todisco dove ci si riferisce a lei come "benedetta più di tutte le donne che vivono sulla terra". Nell'ultima sala, dove Todisco ha dipinto l'episodio biblico della Manna nel deserto, l'artista, realizzando La moltiplicazione dei pani, propone il collegamento con il passo del Vangelo di Giovanni sulla Moltiplicazione dei Pani e dei Pesci, dove si cita il passo dell'Esodo e dal quale Cozzucoli ha attinto il significato del pane interpretandolo nelle ultime opere esposte come simbolo dell'Eucaristia.
In riferimento alle parole di Crtisto "Sono venuto perché coloro che non vedono vedano e coloro che vedono diventino ciechi", l'operazione artistica si chiude con l'ultima opera La prima e ultima volta allestita sotto l'affresco di Todisco dedicato al passo del cieco nato. Le figure del Cozzucoli sono senza volto come fossero abbagliate dalla troppa luce, allusione alla luce di Cristo che ha aperto gli occhi di coloro che hanno voluto conoscere Dio e ha accecato quelli di coloro che non hanno creduto preferendo alla redenzione le tenebre dell'oscurità e della morte.

ERICA OLMETTO
FEDERICO COZZUCOLI